Jonathan Guaitamacchi nasce a Londra e si diploma all’Accademia di Brera di Milano.
Milano Londra Cape Town Johannesburg saranno le città da lui più vissute e amate, le cui tracce si ritrovano, si perdono e si intrecciano nei sui grandi progetti urbani in bianco e nero che il rigore stilistico e l’unicità del taglio e della prospettiva hanno affermato, nel mondo delle arti visive a partire dalla fine degli anni Novanta, come icone di altissima riconoscibilità nel segno e nella visione.
Il lavoro di Guaitamacchi sulle città globali nasce dal suo lavoro sulle vedute urbane e industriali a Milano a metà degli anni Novanta. I luoghi sono la vasta area della AEM in Bovisa, che diventa sito di archeologia industriale con la chiusura degli impianti nel 1994, e subito dopo la Stazione Centrale e gli impianti ferroviari FS. L’Officina del Gas AEM (ora A2A) in Bovisa, che era stata l’elemento simbolo del nuovo skyline dell’industrializzazione milanese a inizio Novecento, diventa, con i suoi 400mila metri quadrati di area impianti, il luogo in cui Jonathan Guaitamacchi, con il disegno, la fotografia e la pittura, ricerca materia, forma, luce e ombra e dove allena lo sguardo sul taglio e sulla composizione delle sue vedute urbane. Ma la Bovisa nutre anche il suo sguardo contemplativo sulle strutture industriali e sulla città, donando ai suoi lavori quella dimensione di silenzio e di astrazione che lo accompagnerà nei due decenni successivi. Dai mesi di lavoro nell’ex-area gasometri di Bovisa nasceranno molti lavori di grandi dimensioni esposti nell’ex Officina del Gas nella mostra Macchine della Luce del 1997. Dell’anno successivo è la mostra Una Stazione-La Città. All’interno della Sala Attesa della Stazione Centrale di Milano vengono esposti venti lavori di grandi dimensioni in seguito a un periodo di ricerca su materia, forme e strutture nella stazione stessa e nelle zone periferiche di ingombro dei binari. Come per l’area della Bovisa, qualsiasi struttura diventa oggetto di osservazione e di lavoro, spaziando dall’intricata architettura di travi in ferro della stazione stessa, ai ponti in semplice cemento armato sopra i binari, ai materiali di ogni genere abbandonati lungo i tralicci.
Con la sua produzione più recente, un lavoro fotografico sui ghiacciai, spesso poi trasformato in lavoro pittorico e architettonico, nel 2015 Jonathan Guaitamacchi collabora con BPS Swizerland con un’importante mostra personale My Home Glacier a Palazzo Mantegazza a Lugano, una mostra sul tema dei ghiacciai in territorio elvetico.
Parte dello stesso lavoro sui ghiacciai viene anche presentato in una mostra alla sede di AZIMUT a Palazzo Serbelloni a Milano. Un’elaborazione più recente del lavoro fotografico e pittorico sui ghiacciai è stato presentato nel 2016 in in una mostra alla Fortezza di Exilles in Val di Susa, Mono Genesi-Ice Sources, in collaborazione con Il Circolo dei Lettori e Fondazione di S.Paolo di Torino.
Più recentemente ha partecipato a Arte e Impresa come artista per il Gruppo Keller -Presidente della Confindustria di Lecco e ha partecipato per Chiusano Immobiliare a Torino a Art for Excellence. E’ stato testimonial nel 2015 per la Amy Winehouse Foundation con cui collabora e nel 2017 ha associato il suo lavoro al Gruppo Censeo, in un’importante evento milanese nello spazio di Riccardo Pozzoli – Co-founder & CEO The Blonde Salad e ha poi inaugurato con una personale la nuova sede di Centotrenta Servicing in San Prospero angolo Cordusio a Milano.


